Smoobu » Blog » Consigli per Host » Google case vacanza: perché il modulo è sparito in Europa e cosa fare

Google case vacanza: perché il modulo è sparito in Europa e cosa fare

Dall'8 settembre 2026 Google non mostra più il modulo dedicato alle case vacanza a chi cerca dallo Spazio economico europeo (SEE), Italia compresa. Se una parte delle tue prenotazioni dirette arrivava da lì, è normale chiederti che cosa resta visibile su Google e come compensare la visibilità persa. In questa guida trovi che cosa è cambiato, perché Google ha preso questa decisione e quattro passi concreti per adattare la tua strategia di distribuzione.

Cosa è cambiato su Google per le case vacanza

Fino a inizio settembre, quando qualcuno cercava ad esempio “case vacanza in Toscana” o “appartamenti a Roma”, Google mostrava in cima alla pagina un modulo dedicato con foto, prezzi e una mappa interattiva, da cui era possibile sfogliare gli alloggi senza uscire dalla ricerca.

Dall'8 settembre 2026 questo modulo non compare più a chi cerca dai 27 Stati membri dell'Unione europea, dall'Islanda, dal Liechtenstein e dalla Norvegia, cioè dai Paesi dello SEE. Ma che cosa resta invariato? Per la tua attività contano soprattutto tre aspetti:

  • I tuoi annunci restano online: la novità riguarda solo una funzione della Ricerca Google. I tuoi alloggi non sono stati esclusi da Google e gli annunci sui portali di prenotazione e sul tuo sito restano attivi.
  • Google Maps e Google Hotels continuano a mostrare le case vacanza: i dati dei tuoi alloggi alimentano ancora questi servizi di Google.
  • Chi effettua la ricerca da fuori lo SEE vede ancora il modulo: conta infatti il Paese in cui si trova l'ospite e non quello dell'alloggio. Di conseguenza, gli utenti situati negli Stati Uniti, nel Regno Unito o in Svizzera (che non fa parte dello SEE) continuano a visualizzare la sezione case vacanza esattamente come prima.

Perché Google ha rimosso il modulo case vacanza: il Digital Markets Act

La decisione è legata al Digital Markets Act (DMA), il regolamento europeo sui mercati digitali. Il DMA vieta alle grandi piattaforme designate come “gatekeeper”, cioè quelle che controllano l'accesso a servizi digitali essenziali come la ricerca online, di favorire i propri servizi rispetto a quelli dei concorrenti.

Il 23 luglio 2026 la Commissione europea ha sanzionato Google per un totale di 890 milioni di euro per violazioni del DMA. Di questi, 460 milioni riguardano il trattamento di favore che Google riservava ai propri servizi nella Ricerca: secondo la Commissione, i risultati di Google su shopping, hotel e trasporti comparivano in posizione privilegiata rispetto alle offerte di terzi.

Nella comunicazione inviata ai partner, Google ha spiegato di non essere “attualmente in grado di mostrare l'attuale modulo case vacanza nella Ricerca nello SEE”. In pratica, invece di modificare il modulo per dare spazio anche ai servizi concorrenti, Google ha scelto di toglierlo per chi cerca dallo SEE. L'azienda ha detto di voler riportare in futuro un'esperienza dedicata alle case vacanza anche in questi Paesi, senza però indicare tempi.

Cosa cambia per le tue prenotazioni dirette

Per gli host indipendenti il modulo di Google era un canale prezioso per ricevere prenotazioni dirette, senza commissioni. Ora gli ospiti che cercano dallo SEE non trovano più i tuoi alloggi attraverso quel modulo e molti host si aspettano un calo di visibilità, almeno nel breve periodo.

Chi cerca dall'Europa tende a cliccare sui normali risultati di ricerca che seguono, dove compaiono soprattutto i grandi portali di prenotazione e i siti di comparazione. Contare solo sulla Ricerca Google per attirare prenotazioni dirette dall'Italia e dagli altri Paesi europei, quindi, non basta più: distribuire gli alloggi su più canali ti aiuta a restare visibile anche quando uno di questi cambia le regole.

Come adattare la tua strategia di distribuzione

Ecco quattro passi concreti che puoi fare già adesso.

1. Cura gli annunci su Airbnb, Booking.com e gli altri portali

Se, come si prevede, i grandi portali intercetteranno una quota maggiore delle ricerche dall'Europa, la qualità dei tuoi annunci su Airbnb, Booking.com ed Expedia conta ancora di più. Aggiorna le foto, controlla che i servizi indicati siano completi e attuali e verifica che i prezzi siano in linea con quelli degli alloggi simili nella tua zona.

Più portali significano però più calendari da tenere allineati. Con il channel manager di Smoobu prezzi e disponibilità si sincronizzano automaticamente sui portali collegati: non devi aggiornare ogni calendario a mano e riduci il rischio di doppie prenotazioni.

2. Rafforza il tuo sito di prenotazione diretta

Senza il modulo di Google, il tuo sito diventa ancora più importante per le prenotazioni dirette. Lavora sulla SEO locale, cioè sull'ottimizzazione per le ricerche legate alla tua zona: pubblica articoli sul territorio (eventi, ristoranti, escursioni nei dintorni), cerca di ottenere link da altri siti, ad esempio quelli delle attività locali con cui collabori, e controlla che il sito funzioni bene da smartphone.

Un sito curato può posizionarsi bene nei normali risultati di ricerca anche senza il modulo dedicato, ma i risultati dipendono dalla concorrenza nella tua zona e dal lavoro che ci dedichi nel tempo. Se non hai ancora un sito, con il Costruttore sito web di Smoobu puoi crearne uno con un calendario che mostra la disponibilità aggiornata e ricevere prenotazioni dirette senza commissioni dei portali.

Consiglio: se usi già Smoobu, nel centro assistenza trovi i passaggi per creare un sito web con il Costruttore sito web di Smoobu.

3. Non scollegare i tuoi alloggi da Google

Il modulo case vacanza resta visibile a chi cerca da fuori lo SEE, ad esempio dagli Stati Uniti o dal Regno Unito: se mantieni attivo il collegamento con Google, continui a ricevere prenotazioni dirette anche da questi mercati. Il feed, cioè il flusso di dati con cui i tuoi alloggi arrivano a Google, continua inoltre ad alimentare Google Maps e Google Hotels.

Se pubblichi i tuoi alloggi su Google tramite l'integrazione con HomeToGo, trovi come funziona nella nostra guida su come pubblicare la tua casa vacanze su Google Vacation Finder tramite HomeToGo. E se stai valutando quali canali funzionano meglio con gli ospiti internazionali, può esserti utile il nostro confronto tra Google Vacation Rentals e Airbnb.

4. Non affidarti solo ai motori di ricerca

Le prenotazioni dirette non arrivano solo da Google. Chi ha già soggiornato da te è spesso l'ospite più facile da convincere a tornare: con una newsletter o un'email prima della nuova stagione puoi ricordargli il tuo alloggio e invitarlo a prenotare direttamente. Prima di inviare comunicazioni promozionali, verifica di rispettare le regole sulla privacy e, se l'ospite ha prenotato tramite un portale, anche le condizioni del portale sull'uso dei suoi dati.

I social, invece, ti permettono di mostrare l'alloggio e il territorio con foto e video e di farti conoscere da nuovi potenziali ospiti.

Domande frequenti sul modulo case vacanza di Google

Google tornerà a mostrare le case vacanza nella ricerca in Europa?

Per ora non si sa. Google ha comunicato ai partner di voler riportare in futuro un'esperienza dedicata alle case vacanza nello SEE, ma non ha indicato né tempi né modalità.

Devo modificare il feed o le impostazioni del mio collegamento con Google?

No, secondo la comunicazione di Google ai partner non serve alcun intervento. Conviene però non scollegare gli alloggi, perché il feed continua ad alimentare Google Maps, Google Hotels e il modulo visibile fuori dallo SEE.

Cosa fare adesso

La rimozione del modulo case vacanza riguarda solo chi cerca dallo SEE e non cancella la tua presenza su Google: i tuoi alloggi restano su Google Maps e Google Hotels e continuano a raggiungere chi cerca da fuori Europa. Cambia però il peso dei diversi canali: conviene distribuire gli alloggi su più portali, investire nel tuo sito di prenotazione diretta e mantenere il contatto con chi ha già soggiornato da te.

Gestire più canali richiede però più tempo. Con Smoobu raccogli in un unico calendario le prenotazioni dei portali collegati e del tuo sito, sincronizzi prezzi e disponibilità e automatizzi i messaggi agli ospiti, così il lavoro in più resta sotto controllo.