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Business plan per glamping: costi, ricavi e strategie per avviare l’attività

Analizza costi, ricavi, prezzi, target e redditività per pianificare e gestire la tua attività.

Trasformare un terreno immerso nella natura in un glamping può essere un progetto interessante, ma per passare dall’idea a un’attività sostenibile servono pianificazione, analisi dei costi e una strategia chiara. Prima di investire in tende safari, yurta, cupole o tiny house, è importante capire a chi vuoi rivolgerti, quanto dovrai investire e quali ricavi puoi realisticamente aspettarti.

Un business plan per glamping ti aiuta proprio in questo: valutare la fattibilità del progetto, definire il tuo pubblico, stimare costi e potenziali entrate e prendere decisioni basate sui dati anziché sulle impressioni.

In questa guida vedremo come creare un business plan per glamping, dall’analisi del mercato alla scelta degli alloggi, fino alla pianificazione dei costi, dei prezzi, dei ricavi e delle strategie di marketing e gestione.

Se invece sei ancora nella fase iniziale e vuoi approfondire le caratteristiche di questa tipologia di struttura ricettiva, scopri cos’è il glamping e quali vantaggi può offrire.

Come creare un business plan per glamping

Un business plan serve a trasformare la tua idea di glamping in un progetto concreto. Non deve essere necessariamente un documento complesso di decine di pagine: deve però permetterti di capire cosa vuoi offrire, a chi, con quali risorse e con quali prospettive economiche.

Un buon business plan dovrebbe includere almeno:

  • il concept e la proposta di valore del glamping;
  • un’analisi del mercato e della concorrenza;
  • la definizione del target;
  • la scelta del terreno e delle strutture;
  • una stima dell’investimento iniziale;
  • i costi di gestione;
  • la strategia di prezzo;
  • una previsione del tasso di occupazione e dei ricavi;
  • i canali di vendita e le attività di marketing;
  • gli strumenti necessari per gestire prenotazioni e ospiti;
  • diversi scenari finanziari per valutare rischi e opportunità.

Queste informazioni ti permettono non solo di capire se l’attività può essere redditizia, ma anche di individuare in anticipo eventuali criticità e definire le priorità del progetto.

Analizza il mercato del glamping nella tua zona

Prima di acquistare strutture o iniziare i lavori, cerca di capire se esiste una domanda sufficiente nella destinazione che hai scelto.

Parti dalle caratteristiche della zona. La presenza di paesaggi naturali, parchi, laghi, montagne, spiagge, percorsi ciclabili o altre attività all’aperto può aumentare l’attrattiva di un glamping. Allo stesso tempo, valuta quanto sia semplice raggiungere la struttura in auto o con i mezzi pubblici e quali servizi siano disponibili nelle vicinanze.

Considera anche la stagionalità. Una destinazione molto frequentata nei mesi estivi potrebbe avere una domanda limitata nel resto dell’anno, mentre un glamping vicino a una città d’arte, a terme o ad attrazioni aperte tutto l’anno potrebbe avere maggiori possibilità di distribuire le prenotazioni su più mesi.

Puoi utilizzare portali come Airbnb e Booking.com per osservare quali strutture sono già presenti nella zona, le tariffe applicate nelle diverse stagioni, la disponibilità e il numero di recensioni. Queste informazioni non sostituiscono dati ufficiali sul turismo, ma possono aiutarti a farti una prima idea dell’offerta e della domanda.

Per approfondire l’analisi, consulta anche i dati pubblicati da ISTAT, dalla Regione, dal Comune o dagli enti turistici della destinazione. Arrivare alla fase di investimento con dati concreti ti permette di formulare previsioni più realistiche.

Definisci il target del tuo glamping

Capire a chi vuoi rivolgerti influenza quasi ogni altra decisione del business plan: dalla scelta degli alloggi ai servizi, fino al prezzo che puoi applicare.

Una coppia alla ricerca di un weekend romantico avrà esigenze diverse rispetto a una famiglia con bambini. Chi viaggia per staccare dalla vita urbana potrebbe dare particolare importanza a privacy, panorama e tranquillità, mentre chi vuole lavorare da remoto potrebbe considerare indispensabili una connessione Wi-Fi affidabile e uno spazio adatto al lavoro.

Tra i possibili gruppi target di un glamping puoi considerare:

  • coppie alla ricerca di soggiorni romantici;
  • famiglie con bambini;
  • persone interessate a natura e attività outdoor;
  • ospiti attenti alla sostenibilità;
  • gruppi di amici;
  • nomadi digitali e persone che lavorano da remoto;
  • viaggiatori alla ricerca di esperienze premium o insolite.

Non è necessario rivolgersi a tutti. Anzi, definire un pubblico preciso può aiutarti a costruire un’esperienza più coerente e facilmente riconoscibile.

Se, per esempio, vuoi posizionarti nella fascia premium per soggiorni di coppia, potresti investire in poche unità molto private, con bagno privato, vasca idromassaggio e vista panoramica. Un glamping pensato per famiglie potrebbe invece privilegiare alloggi più spaziosi, aree comuni sicure e attività adatte ai bambini.

Studia i glamping concorrenti

L’analisi della concorrenza ti permette di capire cosa funziona già nella tua destinazione e, soprattutto, dove potrebbe esserci spazio per differenziarti.

Individua le strutture simili alla tua presenti nella zona e confronta aspetti come:

  • prezzi per notte in alta e bassa stagione;
  • tipologie e dimensioni degli alloggi;
  • servizi inclusi;
  • servizi disponibili a pagamento;
  • posizione e accessibilità;
  • qualità delle fotografie e degli annunci;
  • valutazioni e recensioni degli ospiti;
  • politiche di cancellazione e soggiorno minimo;
  • canali utilizzati per ricevere prenotazioni.

Le recensioni sono particolarmente utili. Leggendo sia quelle positive che quelle negative puoi capire quali aspetti gli ospiti apprezzano maggiormente e quali problemi si ripetono.

Per esempio, se una struttura concorrente riceve ottime recensioni per le sue tende ma diverse critiche per la scarsa privacy, potresti progettare la disposizione delle tue unità in modo da garantire maggiore distanza tra gli ospiti. Se invece le persone lamentano difficoltà nel raggiungere il sito, indicazioni chiare e un accesso più semplice potrebbero diventare un vantaggio competitivo.

L’obiettivo non è copiare ciò che fanno gli altri, ma individuare una proposta di valore riconoscibile.

Scegli il terreno e valuta la fattibilità del progetto

La posizione può avere un impatto significativo sulla domanda, sulle tariffe e sulla redditività del glamping. Un terreno spettacolare non è necessariamente adatto a un’attività ricettiva: prima di investire devi considerare accessibilità, infrastrutture, vincoli e costi necessari per renderlo operativo.

Se possiedi già uno spazio che vorresti utilizzare, consulta anche la nostra guida su come trasformare un terreno in un campeggio o glamping da affittare online.

Valuta posizione, accessibilità e attrazioni

Quando confronti più terreni, non concentrarti esclusivamente sul panorama. Chiediti quanto sia semplice raggiungerli e cosa possa spingere una persona a trascorrere qualche giorno proprio lì.

Controlla la qualità delle strade di accesso, la distanza dai principali centri abitati e la presenza di parcheggi. In una zona particolarmente isolata, valuta anche se gli ospiti avranno bisogno di un’auto e quanto sarà semplice raggiungere negozi, ristoranti, farmacie e altri servizi essenziali.

La vicinanza ad attrazioni può aumentare il valore percepito del soggiorno. Sentieri, spiagge, parchi naturali, borghi, cantine, terme e attività sportive possono diventare parte integrante dell’esperienza che proponi.

Inserisci queste considerazioni nel business plan. Un terreno più economico potrebbe richiedere investimenti importanti per renderlo accessibile, mentre uno più costoso ma già ben collegato potrebbe ridurre altri costi iniziali.

Verifica infrastrutture e servizi necessari

Ogni unità del glamping deve poter offrire i servizi previsti dal tuo concept. Per questo è importante verificare fin dall’inizio quali infrastrutture sono già presenti e quali dovrai realizzare.

Tra gli aspetti da considerare ci sono:

  • approvvigionamento idrico;
  • elettricità;
  • scarichi e gestione delle acque reflue;
  • bagni e docce;
  • connessione internet;
  • illuminazione;
  • parcheggi;
  • percorsi pedonali;
  • gestione dei rifiuti;
  • eventuali cucine o aree comuni.

In luoghi remoti potrebbero essere necessarie soluzioni alternative, per esempio sistemi fotovoltaici o impianti specifici per la gestione delle acque. La fattibilità e i requisiti di queste soluzioni devono essere verificati con professionisti e autorità competenti.

Pensa anche alla disposizione degli alloggi. Una distanza adeguata tra le unità, la vegetazione e altri elementi naturali possono aumentare la privacy senza rinunciare alle viste migliori.

Infine, considera l’accessibilità degli spazi. Percorsi chiari e ben illuminati rendono più semplice muoversi nel glamping e raggiungere eventuali aree comuni.

Controlla permessi e requisiti prima di investire

Prima di acquistare un terreno, installare strutture o iniziare lavori, verifica che il progetto sia effettivamente realizzabile dal punto di vista urbanistico e amministrativo.

In Italia non esiste una risposta unica valida per ogni glamping. Gli obblighi possono cambiare in base alla Regione e al Comune, alla destinazione urbanistica del terreno, alle caratteristiche delle strutture che vuoi installare e al tipo di attività ricettiva.

Potrebbero inoltre entrare in gioco vincoli paesaggistici, ambientali o idrogeologici e requisiti relativi a sicurezza, igiene, accessibilità e prevenzione degli incendi.

Per questo motivo, la verifica normativa dovrebbe avvenire prima di effettuare investimenti importanti. Rivolgiti allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune interessato e, quando necessario, a professionisti qualificati che possano verificare la fattibilità del progetto.

Scegli le strutture glamping in base al tuo budget e al target

Yurta, tende safari, cupole geodetiche, tiny house e case sull’albero possono creare esperienze molto diverse. La scelta non dovrebbe però basarsi soltanto sull’impatto estetico.

Nel business plan devi valutare ogni struttura come un investimento: quanto costa installarla? Quanto durerà? Quale manutenzione richiede? In quali mesi dell’anno può essere utilizzata? E soprattutto, quanto saranno disposti a pagare gli ospiti per soggiornarvi?

Yurta, tende safari, cupole e tiny house: cosa valutare

Le yurta sono strutture circolari ispirate alle tradizionali abitazioni dell’Asia centrale. Possono offrire un forte legame con la natura pur integrando letti, elettricità, riscaldamento o climatizzazione e altri comfort.

Le tende safari offrono l’esperienza del campeggio con spazi e servizi più vicini a quelli di una struttura ricettiva tradizionale. Le dimensioni possono renderle interessanti anche per famiglie e piccoli gruppi.

Le cupole geodetiche, soprattutto nelle versioni con ampie superfici trasparenti, puntano sull’impatto visivo e sulla vista sul paesaggio. Possono essere particolarmente interessanti per concept romantici o premium.

Le tiny house offrono invece un livello di comfort più vicino a quello di un piccolo appartamento e possono essere progettate con bagno e cucina privati, ma generalmente comportano investimenti e requisiti diversi rispetto alle tende.

Qualunque sia la soluzione che stai valutando, confronta almeno:

  • costo di acquisto e installazione;
  • vita utile prevista;
  • costi di manutenzione;
  • resistenza alle condizioni climatiche;
  • possibilità di utilizzo durante tutto l’anno;
  • consumi energetici;
  • necessità di bagno e cucina privati o condivisi;
  • numero massimo di ospiti;
  • livello di comfort;
  • tariffa media per notte che potresti applicare.

Una struttura più costosa non è necessariamente meno conveniente: se permette di ampliare la stagione o applicare una tariffa significativamente più alta, potrebbe generare un ritorno sull’investimento migliore.

Progetta spazi privati, aree comuni e servizi

Il layout del glamping influenza sia l’esperienza degli ospiti sia i costi di gestione.

Uno degli elementi più importanti è la privacy. Lasciare uno spazio adeguato tra le unità e utilizzare alberi, siepi o altri elementi naturali come separazione può creare una maggiore sensazione di isolamento.

Quando possibile, orienta gli alloggi verso gli elementi più interessanti del paesaggio. Una vista sul lago, sulle montagne o sul tramonto può diventare parte della proposta di valore e contribuire a giustificare una tariffa più alta.

Valuta poi se prevedere spazi condivisi, come cucine, zone pranzo, aree barbecue o lounge all’aperto. Questi ambienti possono arricchire il soggiorno, ma comportano anche costi di realizzazione, pulizia e manutenzione.

La progettazione deve quindi trovare un equilibrio tra atmosfera, esperienza degli ospiti ed efficienza operativa.

Quanto costa aprire un glamping?

Non esiste un costo standard per aprire un glamping. L’investimento dipende dal terreno, dal numero e dalla tipologia di unità, dal livello di comfort, dalle infrastrutture già presenti e dagli interventi necessari per rendere il sito operativo.

Per questo è più utile costruire una stima dettagliata basata sul tuo progetto specifico piuttosto che affidarsi a una cifra media.

Nel business plan separa costi iniziali, costi ricorrenti e riserva finanziaria. Questa distinzione ti aiuterà a capire non solo quanto capitale serve per aprire, ma anche quanto denaro sarà necessario per mantenere l’attività durante i primi mesi.

Calcola i costi iniziali

I costi di avvio comprendono tutte le spese necessarie per arrivare all’apertura del glamping.

A seconda del progetto, possono includere:

  • acquisto o affitto del terreno;
  • progettazione e consulenze professionali;
  • autorizzazioni e pratiche amministrative;
  • acquisto e installazione delle strutture;
  • preparazione e sistemazione del terreno;
  • allacciamenti e infrastrutture;
  • realizzazione di bagni, docce e aree comuni;
  • arredi, materassi, biancheria e illuminazione;
  • impianti di riscaldamento o climatizzazione;
  • parcheggi e percorsi;
  • segnaletica;
  • attrezzature per pulizia e manutenzione;
  • sito web e sistema di prenotazione;
  • servizio fotografico;
  • software gestionale;
  • attività di marketing per il lancio.

Richiedi preventivi specifici quando possibile. Una stima basata sui costi reali della tua zona sarà molto più utile di una cifra generica trovata online.

Ricorda inoltre che alcune spese dipendono l’una dall’altra. Una struttura apparentemente economica, per esempio, potrebbe richiedere la realizzazione di bagni separati o altri interventi che aumentano l’investimento complessivo.

Per confrontare correttamente le alternative, valuta quindi il costo totale necessario per rendere ogni unità pronta ad accogliere ospiti, non soltanto il suo prezzo di acquisto.

Calcola i costi di gestione

Una volta aperto il glamping, dovrai sostenere una serie di costi ricorrenti. Ignorarli o sottostimarli può rendere poco attendibili le previsioni di redditività.

Tra le principali spese operative considera:

  • elettricità, acqua, riscaldamento e connessione internet;
  • pulizia degli alloggi e delle aree comuni;
  • lavanderia e biancheria;
  • manutenzione ordinaria;
  • manutenzione del terreno e del verde;
  • personale e collaboratori;
  • assicurazioni;
  • prodotti di cortesia e materiali di consumo;
  • software di gestione;
  • commissioni dei portali di prenotazione;
  • sito web e strumenti digitali;
  • marketing e pubblicità;
  • commercialista e altri servizi professionali;
  • eventuali servizi affidati a fornitori esterni.

Alcune spese saranno relativamente stabili, mentre altre aumenteranno con il numero di prenotazioni. Separare costi fissi e costi variabili ti aiuta a capire quanto ti costa effettivamente ospitare una persona in più e quale margine rimane su ogni soggiorno.

Considera anche la manutenzione straordinaria e la sostituzione periodica di arredi, tessili e attrezzature. Nel settore outdoor l’esposizione agli agenti atmosferici può accelerare l’usura di alcuni materiali, quindi è importante prevedere questi costi nel medio e lungo periodo.

Prepara un fondo per imprevisti e stagionalità

Anche il business plan più accurato non può prevedere tutto. Un guasto, un intervento di manutenzione urgente, condizioni meteorologiche avverse o una stagione con meno prenotazioni del previsto possono mettere sotto pressione la liquidità dell’attività.

Per questo è utile creare fin dall’inizio un fondo destinato agli imprevisti. L’importo dovrebbe essere stabilito sulla base dei costi fissi, della stagionalità della destinazione e del livello di rischio del progetto.

Prepara anche una previsione del flusso di cassa mese per mese. Non limitarti a calcolare quanto potresti fatturare in un anno: cerca di capire quando entreranno i ricavi e quando dovrai sostenere le spese.

Questo aspetto è particolarmente importante per un glamping con una forte stagionalità. Gli incassi dei mesi di alta stagione potrebbero dover finanziare manutenzione, personale, assicurazioni e altre spese anche nei periodi in cui le prenotazioni diminuiscono.

Nel business plan puoi quindi elaborare almeno tre scenari (prudente, realistico e ottimistico) variando il tasso di occupazione e i ricavi previsti. In questo modo potrai verificare se l’attività rimane sostenibile anche quando la domanda è inferiore alle aspettative.

Una buona riserva di liquidità non serve solo a gestire le emergenze: ti permette di affrontare i primi mesi con maggiore flessibilità e di prendere decisioni senza dipendere esclusivamente dalle prenotazioni della settimana successiva.

Come stimare ricavi e redditività di un glamping

Dopo aver calcolato l’investimento iniziale e i costi di gestione, puoi passare alla previsione dei ricavi. Questa parte del business plan ti aiuta a capire quante prenotazioni servono per coprire le spese, quando potresti recuperare l’investimento e quali margini può generare l’attività.

Evita di basare le previsioni sullo scenario migliore possibile. Utilizza i dati raccolti durante l’analisi di mercato e considera la stagionalità, le tariffe dei concorrenti e il numero di unità disponibili.

Stima tasso di occupazione e prezzo medio per notte

Il tasso di occupazione indica la percentuale di notti vendute rispetto a quelle disponibili in un determinato periodo. Insieme alla tariffa media giornaliera (ADR), è uno dei dati fondamentali per stimare i potenziali ricavi del glamping.

Per una prima previsione puoi utilizzare questo calcolo:

Numero di unità × notti disponibili × tasso di occupazione previsto × tariffa media = ricavi stimati

Immagina, per esempio, di avere 5 unità disponibili per 30 giorni, con un tasso di occupazione previsto del 60% e una tariffa media di 150 € a notte:

5 × 30 × 60% × 150 € = 13.500 € di ricavi mensili stimati

Si tratta naturalmente di una stima: non tiene conto di costi, commissioni, cancellazioni o eventuali entrate aggiuntive.

Per ottenere una previsione più realistica, crea almeno tre scenari:

  • prudente, con occupazione e tariffe inferiori alle aspettative;
  • realistico, basato sui dati di mercato raccolti;
  • ottimistico, con una domanda superiore alle previsioni.

Ripeti inoltre il calcolo per i diversi mesi dell’anno. Applicare lo stesso tasso di occupazione a gennaio e agosto, per esempio, potrebbe produrre una previsione poco attendibile per una destinazione fortemente stagionale.

Calcola il punto di pareggio del glamping

Il punto di pareggio, o break-even point, indica il livello di vendite necessario per coprire i costi dell’attività. Superata questa soglia, il glamping inizia a generare un margine positivo.

Per calcolarlo devi conoscere i tuoi costi fissi e il margine che rimane su ogni soggiorno dopo aver sottratto i costi variabili.

In termini semplificati:

Punto di pareggio = costi fissi ÷ margine medio per notte venduta

Supponiamo che i costi fissi mensili siano pari a 6.000 € e che, una volta sottratti i costi variabili, rimangano mediamente 100 € per ogni notte venduta. Dovrai vendere circa 60 notti al mese per raggiungere il punto di pareggio.

Questo calcolo è particolarmente utile per confrontare scenari diversi. Puoi, per esempio, verificare cosa succede aumentando la tariffa media, aggiungendo una nuova unità o riducendo determinati costi operativi.

Considera entrate aggiuntive oltre al pernottamento

Il prezzo della notte non deve essere necessariamente l’unica fonte di ricavi. Il glamping si presta particolarmente bene alla vendita di servizi ed esperienze aggiuntive che possono aumentare il valore medio di ogni prenotazione.

A seconda della struttura e della destinazione, potresti proporre:

  • colazione o cestini con prodotti locali;
  • noleggio di biciclette o attrezzature outdoor;
  • degustazioni e visite presso produttori locali;
  • escursioni e attività guidate;
  • sauna, vasca idromassaggio o altri servizi wellness;
  • pacchetti romantici;
  • barbecue o kit per cucinare all’aperto;
  • check-in anticipato e check-out posticipato;
  • esperienze organizzate insieme ad attività locali.

Non è necessario gestire tutto direttamente. Collaborare con guide, ristoranti, aziende agricole e altre realtà della zona può permetterti di ampliare l’offerta senza sostenere tutti i costi operativi.

Inserisci anche queste entrate nel business plan, mantenendo però stime prudenti: i servizi extra dovrebbero migliorare la redditività del progetto, non essere indispensabili per rendere sostenibili i conti di base.

Definisci una strategia di prezzo per il tuo glamping

Il prezzo influenza contemporaneamente domanda, posizionamento e redditività. Una tariffa troppo bassa può ridurre i margini e trasmettere un’immagine poco coerente con un’esperienza premium; una tariffa troppo alta rispetto al valore percepito può invece frenare le prenotazioni.

La strategia di prezzo dovrebbe quindi partire dai costi e dagli obiettivi di redditività, ma tenere conto anche della domanda e dei prezzi applicati da strutture comparabili.

Adatta le tariffe alla stagionalità e alla domanda

Applicare la stessa tariffa per tutto l’anno raramente è la soluzione più efficace. La domanda può cambiare in base alla stagione, ai giorni della settimana, alle festività e agli eventi locali.

Puoi quindi prevedere tariffe differenti per:

  • alta, media e bassa stagione;
  • giorni feriali e weekend;
  • festività e ponti;
  • eventi particolarmente importanti nella destinazione;
  • periodi con domanda eccezionalmente alta o bassa.

Analizza regolarmente occupazione, anticipo medio di prenotazione e prezzi della concorrenza. Se determinati periodi si riempiono con grande anticipo, potrebbe esserci spazio per aumentare le tariffe. Se invece la disponibilità rimane alta a ridosso delle date, puoi valutare azioni mirate per stimolare la domanda.

Crea pacchetti, sconti e offerte per soggiorni più lunghi

Il prezzo può essere utilizzato anche per influenzare il comportamento degli ospiti.

Uno sconto per soggiorni lunghi, per esempio, può aiutarti a ridurre il numero di cambi ospite e i relativi costi di pulizia. Nei periodi meno richiesti puoi invece creare pacchetti che combinano pernottamento ed esperienze.

Evita però di ricorrere continuamente agli sconti. Se il glamping compete soltanto sul prezzo, rischia di perdere la propria identità e ridurre progressivamente i margini.

Concentrati piuttosto sul valore percepito: un’esperienza particolare, una posizione privilegiata, servizi curati e una comunicazione efficace possono giustificare tariffe superiori rispetto a quelle di un campeggio tradizionale.

Valuta una strategia di prezzi dinamici

Con il dynamic pricing le tariffe vengono adattate in funzione di fattori come domanda, disponibilità, stagionalità e anticipo della prenotazione.

Questo approccio può aiutarti a sfruttare i periodi di forte domanda e, allo stesso tempo, a mantenere tariffe competitive quando le prenotazioni rallentano.

L’obiettivo non è cambiare continuamente i prezzi senza una logica, ma utilizzare i dati per trovare un equilibrio tra tasso di occupazione e tariffa media.

Come promuovere un glamping e ottenere prenotazioni

Anche il glamping più suggestivo ha bisogno di visibilità. Nel business plan dovresti quindi stabilire come raggiungere il tuo target, attraverso quali canali vuoi ricevere prenotazioni e quale budget destinare al marketing.

Non serve essere presenti ovunque fin dal primo giorno. È più efficace scegliere alcuni canali coerenti con il tuo pubblico, misurarne i risultati e ampliare progressivamente la strategia.

Scegli i canali di prenotazione più adatti

Portali come Airbnb e Booking.com permettono di raggiungere un pubblico molto ampio. A seconda del mercato a cui ti rivolgi, puoi valutare anche piattaforme specializzate in campeggi, glamping e soggiorni nella natura.

Essere presente su più portali può aumentare la visibilità, ma comporta anche la gestione di più calendari, tariffe e prenotazioni. Per evitare prenotazioni doppie, è quindi importante mantenere la disponibilità sincronizzata tra i diversi canali.

Non dimenticare di analizzare anche le commissioni e le condizioni di ogni piattaforma quando prepari le previsioni finanziarie: il fatturato generato tramite un portale non corrisponde necessariamente al ricavo netto della prenotazione.

Crea un sito web per aumentare le prenotazioni dirette

Le OTA possono essere fondamentali per farti conoscere, soprattutto nelle prime fasi. Un sito web proprietario ti permette però di costruire un canale di prenotazione indipendente e rafforzare il tuo brand.

Presenta in modo chiaro gli alloggi, i servizi, i prezzi e le esperienze disponibili nella zona. Le fotografie sono particolarmente importanti per un glamping: panorama, atmosfera e design fanno spesso parte delle ragioni per cui gli ospiti scelgono questa tipologia di soggiorno.

Se integri un sistema di prenotazione, gli ospiti possono verificare disponibilità e prezzi e prenotare direttamente, senza passare necessariamente da un intermediario.

Nel business plan puoi quindi fissare un obiettivo per la percentuale di prenotazioni dirette e monitorarne l’andamento nel tempo.

Usa social media, SEO e content marketing

Il glamping è un prodotto particolarmente visivo. Instagram, Facebook e altri social possono aiutarti a raccontare non solo gli alloggi, ma l’intera esperienza: risvegli nella natura, tramonti, attività outdoor, colazioni, servizi e attrazioni locali.

Anche i contenuti del tuo sito possono contribuire alla visibilità organica. Articoli dedicati a escursioni, itinerari, eventi e attività della zona possono intercettare persone che stanno pianificando un viaggio nella destinazione.

Puoi inoltre collaborare con creator e realtà turistiche locali, purché il loro pubblico sia coerente con il tuo target.

Per approfondire SEO, social media, sito web, email marketing e altre attività promozionali, consulta la nostra guida al marketing digitale per case vacanze e affitti brevi.

Usa la tecnologia per gestire il glamping in modo efficiente

Con l’aumento delle prenotazioni, gestire manualmente calendari, messaggi, prezzi e informazioni degli ospiti può diventare complesso. La tecnologia può aiutarti a ridurre il lavoro ripetitivo e mantenere sotto controllo l’attività.

Prevedere questi strumenti già nel business plan ti permette anche di considerarne il costo e di costruire processi scalabili fin dall’inizio.

Centralizza prenotazioni e calendari

Se pubblichi il glamping su più portali, un channel manager può sincronizzare automaticamente disponibilità e prenotazioni.

Quando un ospite prenota un’unità su un canale, le date vengono aggiornate sugli altri portali collegati. In questo modo riduci il rischio di overbooking e non devi aggiornare manualmente ogni calendario.

Un gestionale centralizzato ti permette inoltre di avere una panoramica delle prenotazioni provenienti dai diversi canali e dal tuo sito web.

Automatizza le attività ripetitive

Molte comunicazioni con gli ospiti seguono uno schema simile: conferma della prenotazione, informazioni prima dell’arrivo, indicazioni per il check-in, messaggi durante il soggiorno e richiesta di una recensione dopo il check-out.

Automatizzare almeno parte di queste attività può farti risparmiare tempo senza rinunciare a una comunicazione chiara e puntuale.

Lo stesso principio vale per altre operazioni ripetitive, dalla sincronizzazione delle tariffe all’organizzazione delle pulizie. Più unità gestisci, maggiore sarà il vantaggio di avere processi standardizzati.

Migliora l’esperienza degli ospiti con strumenti digitali

La tecnologia può migliorare anche l’esperienza durante il soggiorno.

Una guida digitale, per esempio, può raccogliere informazioni sulla struttura, istruzioni, regole, contatti utili e consigli sulle attività da fare nei dintorni. Gli ospiti trovano così le risposte alle domande più frequenti senza dover contattare ogni volta chi gestisce il glamping.

Una connessione Wi-Fi affidabile può inoltre essere importante per alcuni target, in particolare per chi lavora da remoto. Questo non significa necessariamente trasformare il soggiorno nella natura in un’esperienza iperconnessa: puoi scegliere quali servizi tecnologici siano coerenti con il concept della struttura.

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Quali KPI monitorare per un glamping redditizio

Una volta aperto il glamping, il business plan non dovrebbe finire in un cassetto. Confrontare regolarmente previsioni e risultati reali ti permette di capire cosa sta funzionando e dove intervenire.

Per farlo, puoi monitorare alcuni indicatori chiave di prestazione, o KPI.

Tasso di occupazione

Il tasso di occupazione misura quante notti hai venduto rispetto a quelle disponibili.

Se in un mese hai 100 notti disponibili complessivamente e ne vendi 70, il tasso di occupazione è del 70%.

Monitoralo mese per mese e confrontalo con lo stesso periodo degli anni precedenti, quando avrai dati storici sufficienti. Un’occupazione elevata è positiva, ma va sempre letta insieme alle tariffe applicate.

Tariffa media giornaliera (ADR)

L’ADR (Average Daily Rate) indica il ricavo medio ottenuto per ogni notte venduta.

Puoi calcolarlo così:

Ricavi degli alloggi ÷ numero di notti vendute = ADR

Se generi 12.000 € dalla vendita di 80 notti, l’ADR è pari a 150 €.

Monitorare insieme ADR e occupazione ti aiuta a capire se stai aumentando i ricavi grazie a più prenotazioni, a prezzi più alti o a entrambi.

Ricavo per unità disponibile

Oltre all’ADR, può essere utile misurare quanto ricavo genera mediamente ogni unità disponibile, tenendo conto anche delle notti che non vengono vendute.

Questo indicatore aiuta a valutare insieme prezzo e occupazione. Due periodi potrebbero infatti generare lo stesso fatturato con combinazioni molto diverse di tariffe e notti vendute.

Confrontare questi dati nel tempo può aiutarti a valutare l’efficacia della strategia di prezzo e individuare periodi in cui esiste margine per migliorare le performance.

Costi e ricavi per prenotazione

Il fatturato, da solo, non racconta quanto sia redditizia una prenotazione.

Calcola anche i costi associati ai soggiorni: commissioni delle OTA, pulizia, lavanderia, consumi, prodotti di cortesia ed eventuali altri costi variabili.

Questo ti permette di confrontare il margine generato da prenotazioni provenienti da canali diversi o da soggiorni di durata differente.

Una prenotazione apparentemente più redditizia potrebbe infatti avere costi di acquisizione e gestione più elevati.

Percentuale di prenotazioni dirette

Monitora infine quante prenotazioni arrivano direttamente dal tuo sito rispetto a quelle provenienti dalle OTA e dagli altri canali.

Le piattaforme possono offrire una visibilità importante e non è necessario eliminarle dalla strategia. Aumentare gradualmente la quota di prenotazioni dirette può però aiutarti a diversificare i canali di vendita, rafforzare il rapporto con gli ospiti e ridurre la dipendenza dagli intermediari.

Usa le recensioni per migliorare il tuo glamping

I numeri raccontano una parte della storia; le recensioni degli ospiti raccontano l’altra.

Leggi regolarmente i commenti pubblicati sulle OTA, su Google e sugli altri canali utilizzati dalla struttura. Presta particolare attenzione ai problemi che vengono segnalati più volte: se ospiti diversi fanno la stessa osservazione, probabilmente hai individuato un aspetto su cui intervenire.

Puoi anche raccogliere feedback dopo il soggiorno con brevi questionari. Chiedi agli ospiti di valutare elementi concreti come pulizia, comfort, comunicazione, servizi, rapporto qualità-prezzo ed esperienza complessiva.

Rispondi alle recensioni in modo professionale, soprattutto quando contengono delle critiche. L’obiettivo non è dimostrare che l’ospite ha torto, ma capire se il feedback può aiutarti a migliorare.

Le recensioni positive possono inoltre diventare un'importante leva di marketing: aumentano la fiducia di chi sta valutando la struttura e ti aiutano a capire quali aspetti dell’esperienza vale la pena mettere maggiormente in evidenza nella comunicazione.

Come far crescere l’attività di glamping nel tempo

Una volta raggiunta una certa stabilità, puoi utilizzare i dati raccolti per decidere come sviluppare l’attività.

Crescere non significa necessariamente aggiungere subito altre tende o unità. In alcuni casi può essere più redditizio migliorare quelle esistenti, aumentare il prezzo medio, prolungare la stagione o introdurre servizi aggiuntivi.

Reinvesti sulla base dei risultati

Prima di ampliare il glamping, analizza occupazione, domanda, margini e flusso di cassa.

Se le unità raggiungono regolarmente un’occupazione elevata nei periodi in cui vuoi crescere e la domanda supera la disponibilità, aggiungere nuovi alloggi potrebbe essere una scelta sensata.

Se invece hai ancora molta disponibilità invenduta, investire prima su marketing, esperienza degli ospiti o strategia di prezzo potrebbe produrre risultati migliori.

Evita quindi di utilizzare soltanto il fatturato come indicatore. Valuta il margine generato, il tempo necessario per recuperare un nuovo investimento e l’impatto che l’espansione avrebbe sui costi operativi.

Introduci nuovi servizi ed esperienze

Puoi far crescere i ricavi anche senza aumentare il numero di posti letto.

Analizza le richieste e i feedback degli ospiti per capire quali servizi potrebbero aggiungere valore al soggiorno. Potresti introdurre esperienze legate alla natura, al benessere o alla gastronomia locale oppure creare collaborazioni con attività della zona.

L’obiettivo non è aggiungere servizi indiscriminatamente, ma scegliere quelli coerenti con il target e con il posizionamento del glamping.

Un servizio che migliora l’esperienza e aumenta la spesa media per prenotazione può contribuire alla crescita senza richiedere lo stesso investimento necessario per costruire una nuova unità.

Automatizza la gestione man mano che cresci

Più aumentano unità, portali e prenotazioni, più diventa importante avere processi efficienti.

Attività che possono essere gestite manualmente con una o due unità rischiano di richiedere molto tempo quando il glamping cresce. Centralizzare prenotazioni, automatizzare le comunicazioni e organizzare meglio le operazioni quotidiane permette di ridurre il lavoro amministrativo e mantenere un livello di servizio coerente.

La scalabilità dovrebbe quindi essere considerata già nelle prime fasi del business plan: scegliere processi e strumenti adatti alla crescita può evitarti di dover riorganizzare completamente l’attività in futuro.

Business plan per glamping: dalla pianificazione all’apertura

Aprire un glamping richiede molto più della scelta di un terreno suggestivo e di strutture originali. Per costruire un’attività sostenibile devi conoscere il mercato, definire il target, calcolare attentamente costi e ricavi e capire quale livello di occupazione ti serve per raggiungere i tuoi obiettivi.

Un business plan per glamping ti permette di mettere insieme tutti questi elementi e valutare il progetto prima di effettuare gli investimenti più importanti. Una volta avviata l’attività, potrai poi confrontare le previsioni con i risultati reali e adattare prezzi, marketing e gestione sulla base dei dati.

Se sei pronto/a a organizzare la parte operativa, Smoobu ti permette di gestire prenotazioni e calendari da un unico posto. Prova Smoobu gratis per 14 giorni e scopri quali strumenti possono aiutarti nella gestione del tuo glamping.


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